Prima Tomislav Zubcic, l’airone di Zara ripescato nel deserto kuwaitiano, poi Jacob Pullen, il guappo-matto di Chicago che era finito in A2.
E’ stata la settimana dei ritorni in casa Napoli Basket, che in poco più di 24h ha riportato a Fuorigrotta due grandi protagonisti dell’ultima stagione azzurra piazzando due frecce acuminate nel cuore raggrinzito dei propri tifosi e disconoscendo (o rinnegando, come preferite) l’operato estivo di Milicic e Llompart che li avevano esclusi dal nuovo corso.

Il messaggio è chiaro: “Era tutta colpa loro!” e rientra probabilmente in un gioco delle parti neanche troppo sottile di una società che sta ridistribuendo ruoli e potere.
Che si tratti dell’inizio di una rivoluzione, tecnica e tattica, o di una “semplice” operazione nostalgia, lo scopriremo solo vivendo. O sopravvivendo all’ennesima domenica in spiaggia, l’ultima, la penultima, o quello che sarà.
E già perché se Napoli riuscirà a cavalcare l’entusiasmo amarcord generato dal ritorno di Zubcic e Pullen e vincerà il derby con Scafati, allora poi toccherà riprendere il filo del discorso (e del mercato) per far si che gli ultimi arrivi, dopo aver rianimato la piazza, possano anche avere un senso tattico e strategico. Che al momento non hanno, in un roster con 6 giocatori sotto il metro e novanta (tra cui 4 americani…) e due #4 come Zubcic e Bentil che non è detto siano proprio complementari.
Vedremo, anche perché nel frattempo il calendario pone di fronte ai partenopei due partite fondamentali, quella di domenica in casa con la Givova dell’ex Stewart, e quella del 28 dicembre a Varese. Con due vittorie si torna sul treno, e sarebbe incredibile, con una sola bisognerà continuare a corrergli dietro. Il mercato, i rinforzi, l’eventuale ennesimo tentativo di far quadrare il cerchio, arriveranno di conseguenza.

