6 Mag 2026, Mer

Una lista di sessanta nomi, scanditi solennemente a distanza di circa 5 minuti l’uno dall’altro. Da Cade Cunningham, prima scelta già scritta dei Detroit Pistons, a Giorgios Kalaitzakis, aletta greca formata al Panatinaikos e selezionata dagli Indiana Pacers. Il Draft NBA del 2021 durò quasi 5h, come da protocollo, a DJ Steward probabilmente sembrarono 50. Anche perché il suo nome non lo fece nessuno, né al primo giro né al secondo.

Poco più di 100 giorni prima si era dichiarato per i PRO sorprendendo tutti dopo aver archiviato la sua prima ed unica stagione a Duke. Una stagione decisamente positiva per lui nei numeri, 13 punti e 4 rimbalzi di media, ma pessima per i Blue Devils che avevano chiuso con un bilancio di 13 vinte e 11 perse mancando l’accesso al Torneo NCAA per la prima volta dopo 26 anni. Ventisei. Pesò, inevitabilmente, e il ragazzo di Chicago rimase fuori dai giochi. Ci credeva tantissimo, fu una batosta terribile.

Danny Boy però non si è perso d’animo e negli anni successivi ha continuato a provarci con la solita determinazione: non si è perso un training camp, una summer league, e ha fatto tantissima “gavetta” in G-League pur di avere una chance tra i PRO, ma l’NBA l’ha solo sfiorata. E così l’estate scorsa ha capito di dover dare una nuova dimensione, e soprattutto nuove prospettive alla sua carriera. E ha firmato per Trento, diventando il leader tecnico della Dolomiti Energia per cui sta facendo registrare 14.5 punti (57% da 2), 4 assist e 2.5 rimbalzi a partita.

La sua esplosività sul primo passo e la sua capacità di attaccare il ferro ne fanno il pericolo pubblico numero uno per la Guerri cui già all’andata ne rifilò 23.

Occhio.