29 Giu 2026, Lun

Tra segnali e limiti: Napoli cresce, ma resta un’incompiuta

Napoli esce dal PalaBigi con una sconfitta per 91-80 contro Reggio Emilia, ma anche con la sensazione amara di aver giocato una partita vera per tre quarti. E non è poco, considerando il contesto e la qualità di una Unahotels oggi più solida, più fisica e più pronta.

Il primo tempo degli azzurri è di quelli che fanno ben sperare: ritmo alto, transizione efficace, buona circolazione e soprattutto un Caruso straripante, capace di dare energia e punti in un momento in cui Napoli sembrava persino poter indirizzare la gara. La Guerri chiude avanti di 6 all’intervallo e per larghi tratti mette Reggio in difficoltà, costringendola a rincorrere e a vivere di fiammate.

Il problema, però, è il solito: quando la partita si sporca e l’intensità difensiva sale, Napoli perde lucidità. Nel quarto periodo Reggio alza i giri, aumenta la pressione sulla palla e gli esterni azzurri finiscono per forzare scelte e soluzioni. Le palle perse di Mitrou-Long e Bolton (4 a testa) pesano come macigni, così come la serata storta di El-Amin al tiro (1/7 da tre). E se dall’altra parte Rossato, Thor e Caupain colpiscono puntuali, la forbice si allarga fino al definitivo strappo.

Repesa chiude il suo mini-ciclo con 2 vittorie e 2 sconfitte: abbastanza per rimettere ordine e dignità, non abbastanza per colmare limiti strutturali evidenti. Ora si riparte dagli italiani e dal coach, ma per il prossimo anno serviranno stranieri più forti e affidabili. Perché lottare è fondamentale, ma non può bastare sempre.