È virtualmente terminata la stagione della Guerri Napoli, uscita sconfitta dal PalaBigi di Reggio Emilia. Una partita che racconta, ancora una volta, i limiti e le contraddizioni di un’annata complicata.
In attesa dell’analisi complessiva della stagione, prevista la prossima settimana, ecco gli Up & Down di questa giornata.
UP
Approccio e primo tempo
Napoli parte nel modo giusto: ordine, buona circolazione di palla e idee chiare su come stare in campo. I primi due quarti sono credibili, giocati con attenzione e senza forzature. Un volto positivo che, però, resta confinato alla sola prima metà di gara.
Guglielmo Caruso
Tra i pochi a offrire continuità e sostanza. Presenza fisica, rimbalzi, scelte semplici ma efficaci. Quando Napoli resta in partita, lo fa anche grazie a lui. Proprio per questo lascia perplessi il fatto di averlo “dimenticato” nel momento in cui stava producendo di più.
DOWN
Naz Mitrou-Long
Un’altra serata anonima. Non incide, non crea vantaggi, non dà ritmo e spreca possessi. In una squadra che avrebbe bisogno di riferimenti tecnici, la sua assenza pesa doppio e gli errori finiscono per indirizzare la gara. Una stagione da dimenticare.
Rientro dall’intervallo
Il solito spartiacque: calo evidente, attacchi confusi, difesa meno intensa. Bastano pochi minuti per perdere inerzia e partita. Un difetto ricorrente che ha accompagnato Napoli fino al termine della stagione.
Fine degli obiettivi
Il dato più pesante non è tanto il risultato, quanto il contesto. La stagione è ormai senza sbocchi, i giochi sono fatti (forse già da tempo) e non c’è più nulla da inseguire. Questo si riflette nei passaggi a vuoto, nella mancanza di continuità e nella difficoltà a mantenere alta l’intensità. Jasmin Repeša può fare molto, ma ai miracoli neppure lui può arrivare.
Resta qualche segnale incoraggiante, soprattutto nel primo tempo, ma è troppo poco e troppo intermittente.
Con gli obiettivi ormai sfumati, l’ultima partita servirà soprattutto a dare un senso alla chiusura della stagione e a iniziare a capire quali potranno essere le evoluzioni future: è questo che attendono, oggi, i sostenitori partenopei.

