La sconfitta contro Cantù non è stata soltanto una partita persa.
È stata l’immagine plastica di una squadra che oggi è totalmente smarrita, fragile e senza identità.
Per il Napoli Basket è una serata che lascia ancora più interrogativi e la sensazione, che è ormai una certezza, è che il problema vada ben oltre il semplice risultato.
Anche questa settimana, non ci sono Up ma solo Down per la Guerri:
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Down – Una squadra senza anima
Non è tanto il pesante punteggio finale a pesare, quanto il modo in cui è arrivato. Napoli entra in campo senza energia, senza aggressività e soprattutto senza quella fame che dovrebbe caratterizzare una squadra che lotta per restare agganciata alla stagione.
Cantù gioca la sua partita con ordine, presenza fisica e idee chiare. Napoli invece galleggia. Difesa morbida, attacchi spesso improvvisati, pochissima capacità di reagire quando l’inerzia gira definitivamente dall’altra parte.
La cosa più preoccupante è l’atteggiamento: nei momenti in cui servirebbe alzare il livello emotivo, la squadra si spegne. Non c’è un leader che si assuma il peso della situazione, non c’è una scossa dalla panchina, non c’è una risposta collettiva.
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Down – Difesa inconsistente
Se una squadra vuole restare competitiva, deve partire dalla difesa. Napoli invece concede troppo e troppo facilmente.
Nelle ultime sei gare (tutte sconfitte), Napoli ha subito, in media, quasi 90 punti.
Lo scarto subito nelle ultime cinque è di 17,4 punti. Sono numeri imbarazzanti per una squadra che dichiarava di ambire ai Playoff.
Nella partita con Cantù i padroni di casa hanno trovato ritmo, fiducia e soprattutto tiri puliti. Il pitturato diventa terra di conquista, mentre sul perimetro le rotazioni arrivano sempre in ritardo. Il risultato è una difesa che non intimidisce nessuno e che permette agli avversari di costruire con serenità. Questo sta avvenendo ormai sistematicamente.
Quando manca l’intensità difensiva, tutto il resto diventa più complicato. E la Guerri non ha mai dato la sensazione di poter cambiare marcia.
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Down – Attacco prevedibile e sterile
Dall’altra parte del campo le cose non vanno meglio. L’attacco è spesso statico, con pochi movimenti senza palla e tantissime soluzioni individuali forzate.
Il pallone gira poco e male, i possessi diventano lunghi e confusi, e quando arriva il tiro spesso è una soluzione difficile, costruita più per disperazione che per reale organizzazione.
Una squadra che vuole restare viva nel campionato non può permettersi così poca lucidità offensiva.
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Down – Panchina, leader e nuovi arrivati
In una serata così negativa finiscono inevitabilmente sotto la lente anche le figure che dovrebbero cambiare l’inerzia della squadra.
La gestione della partita di Coach Magro non riesce mai a dare una scossa a Napoli, che resta intrappolata nella stessa inerzia dall’inizio alla fine. E’ lo specchio di una stagione, un copione noto. Ma accanto alla panchina mancano anche le risposte dei protagonisti attesi.
Savion Flagg praticamente inguardabile, abbandona la squadra nei momenti di difficoltà, mentre dai nuovi innesti Whaley e Marshall non arriva nulla di quell’impatto che ci si aspettava per cambiare il volto della squadra.
Quando non funziona la guida tecnica, non reagiscono i leader (ce ne sono?) e i nuovi arrivati non incidono, il risultato è una squadra che resta senza punti di riferimento. E senza speranze.
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Down – La sensazione peggiore: rassegnazione
Il segnale più allarmante non è tecnico ma emotivo.
In alcuni momenti della partita si percepisce una sensazione di rassegnazione, come se la squadra accettasse l’inerzia negativa senza riuscire a scuotersi davvero.
Ed è questo il vero campanello d’allarme, non aver voglia di “sbucciarsi le ginocchia” per cambiare il risultato.
Perché perdere può capitare. Ma farlo senza combattere, fino in fondo, è ciò che più preoccupa e lascia interrogativi.
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Il tempo per rimettere in piedi la stagione non è infinito. Ai tifosi servono spiegazioni da parte della società.
Alla squadra serve una scossa, una reazione vera, sia mentale che tecnica. Perché se Napoli vuole restare in piedi in questo campionato, la prossima partita non potrà assomigliare nemmeno lontanamente alla serata contro Cantù.
La salvezza va ancora conquistata, ma di questo se ne occuperà quasi certamente una nuova guida tecnica.

