La sconfitta di Desio contro Cantù (94-77) è l’ennesima fotografia di una stagione che per la Guerri Napoli sta assumendo i contorni di una crisi sempre più profonda. Non è soltanto il risultato in sé a preoccupare, ma la sensazione diffusa di una squadra che fatica terribilmente a trovare un’anima e un’identità tecnica riconoscibile.
A Cantù si è rivisto il copione già troppe volte andato in scena durante questo campionato. Un avvio discreto, qualche lampo individuale e poi lo smarrimento progressivo della partita. Napoli ha subito la fisicità dei lombardi, ha perso il controllo del ritmo e, soprattutto, non è mai riuscita a dare la sensazione di poter davvero cambiare l’inerzia del match.
Il tentativo di rimonta nell’ultimo quarto, arrivato fino al -6, è stato più frutto di orgoglio momentaneo che di una reale solidità di gioco. Nei momenti decisivi Cantù ha trovato canestri pesanti, mentre Napoli è tornata a mostrare tutte le fragilità che stanno caratterizzando questa stagione: poca continuità offensiva, difficoltà nel correre il campo e una difesa incapace di reggere l’urto quando la partita entra nel vivo.
I continui cambi nel roster, che avrebbero dovuto rappresentare una scossa, non hanno prodotto gli effetti sperati. Anzi, la sensazione è che abbiano finito per aumentare la confusione. I nuovi arrivati devono ancora inserirsi nei meccanismi, ma il problema appare più profondo: la squadra sembra priva di riferimenti chiari, di gerarchie solide e di un’identità tecnica su cui costruire.
È questo il dato più allarmante. Napoli non è soltanto in difficoltà nei risultati: appare una squadra smarrita, senza un filo conduttore nel proprio gioco. Le rotazioni cambiano, gli uomini cambiano, ma le stesse fragilità continuano a ripresentarsi con puntualità disarmante.
Nemmeno sul piano della gestione della gara arrivano segnali incoraggianti. A Cantù, oltre alla sconfitta, gli azzurri non sono riusciti neppure a salvaguardare la differenza canestri, dettaglio che potrebbe pesare in un finale di stagione dove ogni particolare può fare la differenza.
In questo scenario l’unica notizia relativamente positiva arriva dagli altri campi: la vittoria di Varese contro Treviso rende meno probabile uno scenario di classifica ancora più complicato. Ma affidarsi ai risultati altrui non può diventare una strategia.
La verità è che oggi Napoli appare una squadra in piena crisi, tecnica e mentale. E la sensazione, forse la più inquietante, è che trovare una via d’uscita non sia affatto semplice. Servirebbe una scossa profonda, prima ancora che tattica, soprattutto caratteriale.
Il tempo però continua a scorrere. E la stagione, partita con ambizioni ben diverse, si sta trasformando in una lunga e faticosa corsa verso una salvezza che, a questo punto, rappresenta l’unico obiettivo realistico.

