La sconfitta del Napoli Basketball contro Trapani alla Alcott Arena lascia sensazioni contrastanti. Da un lato si è intravista una squadra con più carattere e presenza mentale rispetto al passato, dall’altro restano irrisolti i problemi che continuano a frenare la crescita del gruppo di coach Magro.
Ci sono segnali positivi: l’intensità mostrata nei momenti di rimonta e la buona circolazione di palla in alcune fasi hanno dato l’idea di una squadra capace di reagire, di costruire gioco e di ritrovare fiducia dopo settimane complicate. Simms e Flagg hanno confermato il loro peso specifico: solidi, produttivi, sempre pronti a prendersi responsabilità offensive. NML troppo a fase alterna. Crosswell dimostra presenza, sotto la sufficienza El Amin e Bolton. È su queste basi che il tecnico può costruire.

Ma questa squadra ha alcuni limiti. Troppe le distrazioni, le palle perse banali, gli errori di comunicazione difensiva. Napoli alterna fiammate a blackout inspiegabili, e questa discontinuità è il vero nemico. Nei momenti chiave la squadra tende a smarrirsi, concedendo parziali sanguinosi e dimostrando poca lucidità nella gestione dei possessi decisivi.
Preoccupano poi le prestazioni degli italiani, apparse ancora una volta sotto tono e non riescono a incidere con continuità: manca energia. Dalla componente domestica servono presenza e personalità, perché gli americani da soli non possono sostenere il peso della stagione.
Magro ha parlato di “maturità” da ritrovare: un concetto che riassume bene la situazione. Napoli ha i mezzi tecnici per competere, ma alternando entusiasmo e distrazione, rischia di restare una bella incompiuta. Il potenziale c’è, ma deve tradursi in costanza, concentrazione e senso di squadra per tutti i 40 minuti.
Credits: Luca Morvillo

