Ci sono partite destinate a fare la storia, a lastricare i sentieri emozionali nella nostra memoria.
Napoli-Milano di lunedì scorso è senza alcun dubbio una di queste, chi c’era ricorderà per sempre lo spin move di Erick Green e le ultime giocate di Pangos e Pullen, quelle che hanno sigillato il controbreak con cui gli azzurri hanno sconfitto i campioni in carica e conquistato due punti de-ter-mi-nan-ti per la salvezza.
E già perchè il trionfo sull’EA7 (ottavo successo nelle ultime tredici partite) ha dato a De Nicolao e compagni un vantaggio di 6 lunghezze su Pistoia (10 punti e 2-0 negli scontri diretti coi partenopei) e Scafati (12, ma con lo 0-2) e ad oggi, a sei giornate dalla conclusione della regular season, onestamente sembrerebbe una distanza incolmabile.

Ma se c’è una cosa che questa altalenante stagione ci ha insegnato è che è meglio non fidarsi, degli altri e degli azzurri stessi, bisogna invece restare sul pezzo e provare ad allungare ancora. In questo senso sul calendario è cerchiata in rosso la prossima gara interna con Varese (12 aprile), ultimo scontro diretto della stagione, prima però toccherà far rotta su Trieste per affrontare la squadra di coach Jamion Christian, attualmente sesta in una classifica che conta appena 6 punti (pure qua) tra il primo (Trapani, Brescia e Virtus) e il nono posto (Tortona). Sarà dunque partita vera, contro un’avversaria che ha disputato una grande stagione, che ha vinto 4 delle ultime 5 gare giocate e che non vuole rischiare di perdere il treno playoff.
Napoli, dal canto suo, potrà giocarsela senza eccessive pressioni, consapevole di aver scavato un solco importante con le ultime 3 vittorie. Mancheranno Colbey Ross e Tomas Woldetensae, ci sarà invece l’ex di turno Markel Brown, che all’andata fu devastante al PalaBarbuto.

