Now or never, inevitabilmente.
Ora o mai più, che non è un modo cinico di aggiungere pressione ad un pentolone che ribolle furioso da settimane, ma una presa di coscienza collettiva.
Con Treviso, nel match di domani sera al PalaBarbuto, Napoli avrà un solo risultato a disposizione per tener viva la sua stagione, ed è ovviamente la vittoria. Lo sa la proprietà, ne hanno contezza il management e la squadra, ne sono consapevoli i tifosi.
E lo sanno bene anche gli avversari di turno, la NutriBullet di Frank Vitucci che in una situazione analoga (non uguale, attenzione) si era ritrovata domenica scorsa all’ intervallo della gara con Scafati: -10, 1-5 a bilancio e pubblico in fibrillazione. Mascolo e compagni l’ hanno poi ribaltata con un secondo tempo mostruoso (69-30, 5 in doppia cifra), e ora possono scendere a Fuorigrotta sereni e consapevoli.

Più di Napoli, decisamente, che ha un coach in enorme difficoltà e un gruppo squadra ancora tutto da definire in termini di ruoli, gerarchie ed equilibri. Domani ci sarà Pangos, più che discreto a Trapani, ma mancherà Green e non sappiamo cosa sarà di Manning che in Sicilia ha giocato 2 minuti guardandosi gli altri 38 da quella che è sembrata a tutti una panchina punitiva.
Voglia di svolta
Non il massimo, in vista di uno scontro diretto in cui potrebbe servire l’ aiuto di tutti. Uno scontro diretto che potrebbe dare la svolta decisiva all’ annata azzurra, o disperdere gli ultimi residui di fiducia ed entusiasmo lasciando a questo Napoli Basket solo la matematica…
Le chiavi? Questa Napoli non può vincerla in difesa per caratteristiche individuali e di squadra, ma può e deve fare meglio. Serviranno poi un approccio determinato e orgoglioso, che possa accendere il Palazzetto, e una gestione più lineare e meno tormentata degli uomini. Questa Napoli ha bisogno di stabilità.

