C’erano un italiano, un nigeriano e un finlandese…
Tre nomi, tre storie… e tre vittorie, quelle conquistate dalla Openjobmetis nelle ultime quattro giornate che hanno rilanciato nettamente le ambizioni varesine, anche in chiave Final8 (quelli in palio stasera sarebbero punti “chiave” anche per loro).
Ma torniamo ai nomi, e ai cognomi.
Il primo è quello di Ike Iroegbu, che a Masnago è arrivato a stagione iniziata lasciando subito un’impronta profonda nel team di coach Kastritis e nel suo modo di giocare. Nigeriano di nascita, formazione cestistica a stelle e strisce, sta segnando 18.4 punti in poco più di 27 minuti con il 60% da 2, 3 rimbalzi, 5.7 assist e quasi 2 recuperi a partita. Impattante.
Il secondo, con buona pace dei telecronisti italiani, è quello di Olivier Nkamhoua, padre del Camerun e madre e passaporto finlandesi, ala volante che la Openjobmetis ha pescato in Bundesliga e che ha impiegato pochi minuti (e altrettanti balzi) a conquistare il pubblico varesino. I suoi numeri sono di primissimo livello: 16.2 punti (58.1% da 2), 6.5 rimbalzi, 1.5 schiacciate, 1.2 stoppate e altrettanti assist di media. A novembre era girata voce su una corposa offerta del Fenerbahce per portarlo in Eurolega, il club lombardo ha smentito ma ad occhio è croce il salto tra i big del basket continentale è solo rinviato.
Il terzo è quello di Matteo Librizzi, compact point-guard 23enne che prima ancora di essere italiano è varesino purosangue, nato e cresciuto nella cittadina lombarda. E ovviamente nel settore giovanile della Pallacanestro Varese. Esce dalla panchina con l’ordine di spaccare le partite e ci riesce spesso e volentieri, segna 10.6 punti in circa 17 minuti con il 46% dall’arco dei 6.75 e il 93.5 dalla lunetta. Nelle ultime due gare, le vittorie su Trieste e Trapani, ne ha messi 14 di media con 8/13 complessivo da 3 punti. Pericolosissimo.
Occhio.

