22 Set 2026, Mar

Sarebbero 16 punti con il 50% da 2, il 36% dall’arco e un impressionante 96% dalla lunetta, con 4 assist e 3.7 falli subiti. Il tutto, in meno di 27’ di impiego medio.
A Napoli si direbbe che Robert Jalen Cole, R.J. per amici e nemici, ha “bussato coi piedi”.

Impatto importante sia sulla squadra che sul campionato per l’ex UConn, che arriva da due stagioni solide al Lietuvos Rytas e che è stato uno dei protagonisti del grande restyling veneziano dell’ultima estate.
Accanto poi gli hanno messo un altro handler, come il basket moderno vuole, quel Ky Bowman con trascorsi NBA che a Treviso sembrava oggettivamente sprecato e che in laguna si è immediatamente imposto come leader e giocatore totale, portando alla causa 11.2 punti (63% da 2), 3.3 rimbalzi e 3.1 assist.

La combo, ad occhio e croce, sembra funzionare benino. Altrochè.
Sono loro due “il motore” dell’Umana di Neven Spahija che in settimana ha battuto sorprendentemente i turchi del Bacehsehir restando in corsa in Eurocup e che in Serie A è terza dietro Brescia e Bologna con un bilancio di 8 vinte e 3 perse e, soprattutto, con il miglior attacco dell’intero campionato.

Venezia segna quasi 93 punti di media, produce 20 assist (3^) e tira giù quasi 40 rimbalzi a sera (3^) numeri che evidenziano come la Reyer, dopo un anno difficile, sia tornata ufficialmente a ruggire.
Ovviamente non è solo merito dell’inedito backcourt di cui sopra, anche Jordan Parks (uno dei 5 ex azzurri sul fronte orogranata) sta viaggiando a velocità sostenuta e ci sono comunque 8 giocatori (otto) che segnano almeno 7 punti. Ma occhio a quei due.