Nella serata in cui Brescia ha confermato tutta la propria solidità, Napoli ha faticato a restare in partita: poche le note positive, molte le indicazioni su cui riflettere.
Ecco gli Up & Down della sfida dell’Alcott Arena:
UP ⇑
Il pubblico dell’Alcott Arena
Caldo, presente, sempre dentro la partita anche quando l’inerzia si era spostata definitivamente verso Brescia.
Kaspar Treier
L’unico a distinguersi davvero: energia, disciplina difensiva e buone letture. È stato anche l’unico capace di limitare almeno a tratti Bilan, togliendogli qualche linea di ricezione e costringendolo a lavorare più del solito vicino al ferro.
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DOWN ⇓
Approccio morbido contro la capolista
Brescia ha imposto subito ritmo, fisicità e pulizia nelle esecuzioni. Napoli ha rincorso sin dall’inizio senza riuscire mai a prendere l’inerzia.
Blackout nei momenti chiave
Errori ripetuti nei possessi potenzialmente importanti: palle perse, rotazioni lente, tiri fuori equilibrio. Ogni mini-break è stato immediatamente vanificato.
Caruso e la gestione dei falli
Falli ingenui, ancora una volta, che ne hanno condizionato minutaggio e impatto. La sua assenza nei momenti caldi ha lasciato Napoli più vulnerabile dentro l’area.
Mancanza di leadership tecnica
Stavolta al di fuori di Treier, nessuno è riuscito a prendersi responsabilità reali, né a cambiare ritmo alla squadra quando Brescia accelerava.
Gap fisico e mentale
La Germani è parsa solida e continua per tutti i 40 minuti. Napoli non ha trovato (ne aveva?) soluzioni per reggere l’urto.

