22 Set 2026, Mar

Napoli Basket, la decima pesa come un macigno. Miracolo ancora possibile?

Se il NapoliBasket dovesse salvarsi sarebbe il più grande miracolo sportivo della nostra serie A.

La sconfitta contro la Pallacanestro Reggiana è stata il punto più basso della stagione. Napoli non sa più vincere, non ci crede e credo che sarà difficile che possa arrivare la prima vittoria. Il bilancio è impietoso. ZERO vinte e dieci perse.

La retrocessione è dietro l’angolo anche se mancano ancora venti partite. Resto sempre convinto che bastano 10 vittorie per conservare la categoria, ma questa squadra così com’è composta non potrà mai vincere 10 partite. Ogni giornata il roster si assottiglia. Manning e Copeland sono due fantasmi ed è inutile analizzare prestazioni così scialbe ed irritanti.

Kevin Pangos

La più grande delusione è vedere Pangos ciondolare per il campo. Un giocatore che ha avuto una carriera eccezionale e che a Napoli sembra un ex giocatore. Scelte sbagliate, giocate scellerate nei momenti clou del match. Un peso per la squadra ed un Body Language che denota scarso coinvolgimento alla causa.

Spiace che questi risultati abbiano provocato una disillusione ed un distacco del popolo del basket che preferisce altro rispetto a venire alla Fruit Village Arena.

Il tempo teoricamente c’è. Ma devono cambiare troppe cose e troppi giocatori per crederci ancora. Questa settimana sarà una cartina al tornasole. Se ci saranno almeno un paio di movimenti allora la fiammella della speranza rimarrà ancora accesa, se non dovesse succedere nulla ci auguriamo che almeno si stia pensando ad una pronta risalita imbastendo strategie concrete per tornare nella massima serie nel minor tempo possibile.

L’A2 è un inferno dal quale sarà difficile risalire, in linea teorica converrebbe più investire tanto adesso che provare a vincere uno dei campionati più difficili mai creati.

La società in ogni caso dovrà essere brava a non disunirsi. Il progetto del palazzetto nuovo a Poggioreale è molto intrigante, retrocedere può capitare nella storia di un club giovane. L’importante è non smettere di crederci.

Napoli è una città esigente che per affezionarsi deve cavalcare i risultati. Purtroppo la piazza è vaccinata alle delusioni e un allontanamento dagli spalti è una sorta di meccanismo di autodifesa ampiamente condivisibile.