21 Set 2026, Lun

Guerri Napoli, è crisi profonda. Ora è allarme salvezza

Il momento del Napoli Basket non è più semplicemente negativo: è seriamente preoccupante. La sconfitta di Brescia per 100-85, maturata dopo un primo tempo dignitoso, conferma un copione ormai ripetuto fino alla nausea: la squadra regge finché la partita resta “normale”, poi appena l’avversario alza l’intensità Napoli si spegne, perde ordine e crolla senza alcuna capacità di reazione.

Il dato delle palle perse è solo la punta dell’iceberg. Il problema vero è più profondo e riguarda l’identità stessa della squadra. Il mercato ha seguito una logica difficile da comprendere, con innesti e cambiamenti che hanno finito per stravolgere l’assetto tecnico senza portare reali benefici. Alcune scelte hanno indebolito rotazioni e gerarchie, creando un gruppo che oggi sembra privo di leader e di riferimenti emotivi. Quando arriva la difficoltà, nessuno dà la scossa: né in campo né dalla panchina.

Il girone di ritorno, sotto questo aspetto, è stato imbarazzante. Napoli non ha continuità, non ha gioco, non ha alternative offensive e troppo spesso si affida a fiammate individuali che non bastano per competere in Serie A. Anche la fase difensiva è diventata un problema cronico: subire con regolarità punteggi vicini al “centello” non può essere considerato un dettaglio.

La classifica ora fa paura sul serio. La sfida con Treviso, probabilmente la più importante dell’anno, vale molto più di due punti: è uno spartiacque psicologico e tecnico. Il possibile rientro di Mitrou-Long può dare finalmente ordine e gestione, ma non può essere la soluzione miracolosa a una squadra che appare fragile e disorientata.

A questo punto bisogna dirlo chiaramente: l’unico obiettivo realistico è la salvezza. Ed è assurdo doverlo accettare per una squadra che solo pochi mesi fa sembrava poter ambire a ben altro.